Kampung Admiralty - Woha
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Kampung Admiralty

Un’isola nella città

Singapore, ricco stato insulare dell’Asia sud-orientale, è un microcosmo di audaci architetture immerse in un diffuso sistema di parchi e giardini, che ne rivestono quasi la metà della superficie. Singapore è, a livello mondiale, il secondo Paese a più alta densità abitativa (preceduto solo dal Principato di Monaco) e il terzo per aspettativa di vita (alle spalle di Giappone e Svizzera). Rispondere alle necessità di una popolazione progressivamente più anziana, fragile, a rischio di isolamento e solitudine, ma al contempo sempre più esigente in termini di standard di benessere, è una priorità di sviluppo urbano più sano e sostenibile.

Inaugurato nel 2017, il Kampung Admiralty è un progetto dello studio Woha, fondato a Singapore nel 1994 da Wong Mun Summ e Richard Hassell, pionieri di un approccio votato all’integrazione tra la dimensione artificiale e quella naturale, per la realizzazione di ambienti a misura di persona. Come suggerisce il nome, il complesso Admiralty è un autentico villaggio, che riunisce all’interno di un unico sito attrezzature e spazi collettivi solitamente dislocati in edifici distinti. Da un lato, è un’isola autonoma animata da un’eterogenea concentrazione di funzioni, pubbliche e private, che rafforzano l’offerta residenziale costituita da alloggi di silver housing, appositamente pensati per utenti di età avanzata, con servizi commerciali, socio-assistenziali e sanitari; dall’altro, è un tassello nevralgico di città, in quanto snodo viario e crocevia pedonale, direttamente collegato a una stazione della metropolitana, la cui presenza incentiva una dinamica frequentazione intergenerazionale, a supporto di politiche orientate all’invecchiamento attivo dei cittadini.

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© K.Kopter

Il complesso satura l’intero lotto su cui insiste (circa 9.000 m²), ottimizzando la superficie a disposizione, e si articola su tre livelli principali, rispettando – con il suo spettinato coronamento verde – il limite massimo di 45 m di altezza edificabile. Il livello inferiore ospita una grande piazza pubblica coperta, all’interno della quale ci sono negozi, bar e ristoranti, vengono organizzate feste e attività di animazione, ci si può incontrare e trattenere, riposandosi sulle larghe panchine disseminate ai piedi dei pilastri. La pavimentazione della Community Plaza è composta da elementi triangolari, colorati nelle sfumature del bianco, grigio e rosso scarlatto, che si estendono anche all’esterno, in corrispondenza dell’ingresso, a evidenziare la forte vocazione pubblica di questo edificio. La piazza è un luogo fresco, ventilato, permeato da illuminazione naturale e riparato da una copertura continua che consente di proseguire con le attività, indipendentemente dalle condizioni climatiche e atmosferiche. Il hawker centre (struttura tipica della cultura singaporiana, una sorta di mercato alimentare), collocato al secondo piano, raccoglie differenti chioschi di cucina locale, per una capacità complessiva di quasi mille posti a sedere. Un’autorimessa si sviluppa su due livelli interrati, dove è stato ricavato anche un supermercato.

Il secondo macrolivello di questa infrastruttura polifunzionale ospita un centro medico. L’Admiralty Medical Centre è stato concepito per permettere ai residenti di non doversi recare in ospedale per consultare uno specialista, ricevere cure ambulatoriali, seguire programmi di riabilitazione o sottoporsi a piccoli interventi chirurgici. È caratterizzato da spazi molto luminosi, aperti, accoglienti, in cui sono stati impiegati materiali caldi, si sono scelte tinte tenui e si è ricercata una costante connessione, perlopiù visiva, con la vegetazione presente nella corte interna. Queste soluzioni intendono favorire i processi di guarigione dei pazienti e accrescerne il livello di benessere psicofisico, soddisfacendo l’esigenza degli utenti più anziani di sentirsi assistiti, attivati e in contatto con la natura.

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© Patrick Bingham-Hall

Al di sopra di questa piastra, alta due piani, la compattezza del blocco principale si sgretola, svuotandosi al centro per lasciare che aria e luce inondino gli ambienti inferiori; alle estremità svettano, da una parte, due torri residenziali a pianta cruciforme, dall’altra, si innalza una serie di ampi terrazzamenti ricoperti da una fitta e rigogliosa vegetazione. Il verde del Community Park occupa più della metà delle superfici esterne dell’edificio, assolvendo a numerose funzioni: disegna scenografiche vedute dal sapore tropicale, integrando la qualità del paesaggio circostante; sistemi di raccolta, filtraggio e recupero dell’acqua piovana nonché l’abbondante ombreggiatura offerta dalle porose chiome degli alberi, che consentono di abbassare le temperature superficiali, promuovono un modello di sviluppo efficiente e sostenibile; la generosa presenza di fonti d’acqua e la vasta varietà di essenze vegetali (piante, arbusti, fiori e alberi da frutto) contribuiscono alla tutela della biodiversità urbana, fornendo un habitat alternativo capace di attrarre differenti specie di uccelli e insetti; infine, questo grande parco costruisce una rete di spazi comuni, in cui i residenti – costantemente immersi nella natura – possono fare attività fisica, incontrarsi, socializzare, ospitare amici e familiari, giocare con i nipoti e dedicarsi a lavori di giardinaggio nella Community Farm.

Le due torri residenziali, alte undici piani l’una, contengono un centinaio di appartamenti protetti per anziani, pensati per singoli ospiti o coppie. Per rispondere alle necessità degli utenti, ogni unità abitativa è stata progettata seguendo criteri di universal design: risulta, quindi, accessibile, sicura, comoda, flessibile, di semplice e intuitivo utilizzo. Le numerose finestrature ritagliano affacci sui giardini pensili, favoriscono una diffusione uniforme di illuminazione e facilitano il raffrescamento naturale degli appartamenti. Per incoraggiare gli anziani a uscire dalle proprie abitazioni e spingerli a relazionarsi con gli altri condomini, sono state installate svariate buddy benches, panche ideate come luoghi di aggregazione. Allo scopo di incentivare la socializzazione e il confronto intergenerazionale, il Kampung Admiralty si completa di due strutture: un Childcare Centre, dove i nonni possono seguire i bambini mentre i genitori sono al lavoro, e un Active Ageing Hub, un centro di assistenza diurna in cui vengono organizzate attività che promuovono pratiche di invecchiamento attivo, accelerano l’integrazione sociale, migliorano le conoscenze di autocura e insegnano agli anziani nuove competenze con cui possono dare un contributo alla comunità attraverso opere di volontariato, che li mantengono socialmente attivi.

Il progetto Kampung Admiralty ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti internazionali: nel 2018 è stato insignito del World Building of the Year al WAF – World Architecture Festival. Il neuroscienziato Michael A. Arbib, professore emerito alla University of Southern California, nel suo ultimo libro When Brains Meet Buildings: A Conversation between Neuroscience and Architecture (Oxford University Press, 2021) elogia le performance del complesso Admiralty. Fondandosi su principi di biophilic design e sviluppando soluzioni spaziali che rafforzano il senso di comunità, questo edificio funziona come un vero e proprio «system of systems», in cui sistemi sociali, infrastrutturali e naturali si intersecano per realizzare – attraverso il loro intreccio – un tutto più grande della somma delle parti, con conseguenti ed evidenti benefici a livello sia relazionale e che ambientale.

Crediti

Fotografie

© Patrick Bingham-Hall

www.patrickbingham-hall.com

© Darren Soh

www.darrensoh.com

© K.Kopter – Your flying dreams

www.kkopter.myshopmatic.com

Link esterni

Woha architects: scheda del progetto

www.woha.net/project/kampung-admiralty-2