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EY Roma Wavespace

Un laboratorio, un luogo di confronto, un insieme di spazi per discutere, imparare, e lavorare insieme. EY Wavespace è un po’ tutto questo. La trasformazione di questo innovativo programma funzionale in un progetto architettonico è stata alimentata dagli studi sul rapporto tra percezione dello spazio, azione, e dimensione emotiva che le neuroscienze hanno definito, nel corso degli ultimi decenni.

Ogni attività umana, infatti, innesca diverse attese emotive, ovvero dei sentimenti di fondo che si distendono in prospettiva e che attendono d’essere confermati nel corso dell’esperienza che si innesca. L’architettura può ‘specchiare’ queste sensazioni corporee attese attraverso l’organizzazione delle sue componenti plastiche (topologia, geometria, prossemica dei confini), materiche, ritmiche, luminose, cromatiche e acustiche.

La scelta delle diverse orchestrazioni di questi strumenti ha come obiettivo quello di anticipare nel corso dell’esperienza percettiva l’emozione attesa. La coerenza, la sintonia tra attesa e percezione reale, corporea, produce un equilibrio fisiologico, ed una sensazione di benessere: l’attività svolta viene così rafforzata, perché dimensione pre-riflessiva e cognitiva sono in equilibrio, tendono nella stessa direzione.

Il programma funzionale aveva definito sette stanze, deputate a diverse attività, riassunte in sette parole: discover, move/act, think, connect, feel, learn, e be. Questo ha quindi richiesto, in prima battuta, l’individuazione delle fisiologie sensorimotorie a queste coerenti: discover è stato associato ad attivazione, move/act ad energia, think a stupore, connect a freschezza, feel a calore, learn a leggerezza, be a relax.

I movimenti del corpo, nelle proprie fasi di sviluppo cinematico, sono caratterizzati, oltre che dalle relative configurazioni posturali, anche da combinazioni fisiologiche diverse, per i diversi sentimenti di fondo che esprimono: la danza esprime attivazione, quindi, come la tensione muscolare contiene energy. La nascita è lo stupore primigenio. L’esperienza fisiologica del tuffo contiene la freschezza, l’abbraccio è l’incarnazione del calore, il salto esprime leggerezza, come il distendersi è anche relax.

Nel corso della storia dell’arte, dalle caverne di Altamira all’arte contemporanea, i gesti del corpo sono stati usati per esprimere questi sentimenti, come è stato ben compreso dagli studi iconologici di Aby Warburg, che coniò perciò il termine di Pathosformel, o forme del sentimento, per esprimere le costanti formali che attraversano la storia dell’arte visiva.

Tutti i movimenti del corpo sono composti da diversi gesti, che si sviluppano nel tempo. Il corpo subisce nel suo sviluppo cinematico alcune trasformazioni. L’uomo non ha radici come gli alberi. La caratteristica dinamica del gesto è del tutto analoga al movimento dell’utente dentro l’architettura: anch’esso attraversa lo spazio, dunque la sua percezione non è mai statica. Questa analogia è un elemento chiave del progetto. Infatti, è lungo la traiettoria principale d’uso dello spazio che possono essere dispiegate quelle trasformazioni, che portano alle configurazioni finali degli spazi, in modo tale da innescare nella percezione i sentimenti attesi.

Possiamo tornare alle sette stanze del programma. Per ognuna di queste abbiamo individuato i livelli architettonici più efficaci nel tradurre in forma dinamica i diversi cinematismi dei gesti corporei.

Attivazione/Danza

L’analisi fisiologica della Danza evidenzia alcuni tratti peculiari: ripetizione seriale del gesto, uno spostamento alto-basso ripetuto dell’orecchio interno, tensione-rilassamento ciclico del sistema muscolare.

Gli elementi chiave della composizione in questa stanza sono quindi il ritmo visivo, l’andamento del controsoffitto, il colore e i materiali.

La progressione seriale del gesto si traduce in un ritmo visivo che diventa via via più stretto e serrato. Lo spazio nella sua lunghezza viene suddiviso in sette ambiti sempre più stretti: i montanti  verso l’esterno sono ribaltati sulla parete interna, a questi vengono interpolati montanti aggiuntivi che definiscono la progressione ritmica. Questa scansione è sottolineata dall’andamento del soffitto che si abbassa e sale progressivamente. Materiali e colori, con tonalità più calde e più fredde, sono alternati lungo lo stesso sviluppo della linea percettiva.

Energia/ Tensione muscolare scalata

La fisiologia del gesto ha una dimensione dinamica ridotta. Gli elementi salienti sono la tensione dell’apparato muscolare, la discontinuità sincopata del ritmo,  la salienza del coinvolgimento tattile.

Gli elementi architettonici che meglio traducono questi caratteri sono le geometrie dei confini, verticali ed orizzontali, caratterizzate da figure geometriche rette, quadrati e rettangoli, ma con ritmo discontinuo e sincopato nella definizione degli abbassamenti del controsoffitto. I pannelli e il controsoffitto sono realizzati con materiali fortemente materici, con texture grezze, con un chiaro-scuro prodotto da colori ocra.

Stupore/ Esperienza della nascita

La fisiologia dinamica della nascita è caratterizzata da quattro fasi distinte: equilibrio, squilibrio, trauma, uscita. Le prime tre fasi sono prevalentemente tattili, mentre la quarta è prevalentemente visiva.

Gli elementi che entrano in gioco sul piano architettonico sono il controsoffitto, i materiali e la luce. Considerata la dimensione dello spazio, le prime tre fasi vengono tradotte nella configurazione dello spazio della soglia d’ingresso, mentre la quarta fase viene tradotta nel cuore illuminato su tre lati della stanza. Lo spessore della soglia d’ingresso assume una progressione materica sempre crescente, il soffitto si abbassa quasi a rendere impossibile il passaggio. Nella sala illuminata su tre lati, pareti e soffitto sono realizzati a specchio, in modo da produrre l’illusione ottica dell’infinito, del fuori scala.

Freschezza/ Tuffo

La dinamica del tuffo produce quattro distinte condizioni fisiologiche: l’equilibrio, la preparazione del tuffo, il salto e il contatto con l’acqua. Il sistema muscolo-scheletrico, con l’orecchio interno, il sistema uditivo, la pelle e la visione sono gli elementi fortemente coinvolti nella trasformazione.

L’architettura utilizza uno spazio di ingresso, diviso in due ambiti, per tradurre la preparazione e il salto, mentre lo spazio più ampio e luminoso della sala illuminata su tre lati, è impiegato per tradurre la sensazione di immersione. I primi ambiti vedono i due controsoffitti prima abbassarsi e poi rialzarsi, con una luminosità prima leggermente più bassa e poi progressivamente più intensa. Nello spazio ampio della sala il colore blu, e una luce intensa, sono utilizzati, insieme a materiali freddi, per esprimere la sensazione di ingresso in acqua. In questo spazio anche ausili tecnologici video-acustici sono stati introdotti per portare al rientro di simulazioni di contatto con l’acqua.  

Calore/ Abbraccio

La fisiologia dell’abbraccio si caratterizza per tre condizioni diverse: una di separazione tra i corpi, la seconda per la sovrapposizione degli spazi peripersonali, la terza per un contatto esteso tra due corpi. Il sistema muscolo-scheletrico, la pelle e la visione sono componenti del sistema fortemente interessate.

L’architettura traduce questa trasformazione attraverso la geometria, la prossemica dei confini, il materiale e il colore. I tre nuclei dello spazio, che replicano la dinamica del gesto motorio, sono caratterizzati da controsoffitti e confini laterali sempre più vicini al corpo che li attraversa. Dal secondo al terzo nucleo la geometria è sempre più curvilinea, mentre i materiali che realizzano i confini laterali sono morbidi e colorati. La luce diventa progressivamente più soffusa e bassa. 

Leggerezza/ Salto

La fisiologia del salto è composta di tre fasi distinte: equilibrio, carico della tensione e rilascio verso l’alto. Il sistema propriocettivo, muscolo-scheletrico ed orecchio interno, con la visione, sono fortemente coinvolti nella graduale modificazione fisiologica.

La posizione del soffitto, il ritmo visivo, i materiali e la luce sono gli elementi messi in gioco per tradurre in termini percettivi questo gesto. La sequenza nei tre ambiti, che rappresentano le tre fasi del movimento, prevede un abbassamento del soffitto del secondo nucleo, per esaltare l’innalzamento drastico del terzo. Il ritmo visivo è più serrato nel secondo nucleo, mentre si distende molto nel terzo: alcune grafiche sulle pareti verticali sono utilizzate per trasferire visivamente questa dinamica. La luce passa dalla condizione neutrale, attraverso un abbassamento nel nucleo centrale, ad un incremento considerevole, nel nucleo finale. La stessa sequenza mette in contrapposizione un materiale caldo nel secondo nucleo con uno freddo nel terzo.

Relax/ Distendersi

Il corpo che si distende a terra è scomponibile in quattro figure diverse: l’equilibrio, un primo abbassamento a terra, un corpo semidisteso, il completo rilassamento in orizzontale.

L’orecchio interno e l’apparato muscolo-scheletrico, la visione e il tatto sono i sensori maggiormente interessati dalla dinamica fisiologica.

Gli elementi compositivi coinvolti per corrispondere alla dinamica propriocettiva sono i confini orizzontali e verticali: dal primo nucleo al quarto si produce un graduale abbassamento del controsoffitto e si accentua l’inclinazione della parete di sinistra, avvicinando i confini allo spazio peripersonale. Anche i materiali, lungo la traiettoria percettiva, subiscono una metamorfosi da freddi a caldi e da duri a morbidi. L’intensità luminosa si riduce gradualmente e costantemente, dal primo al quarto nucleo.

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