Energies’ Landscapes - Conscious Cities Festival 2020 copy
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Energies’ Landscapes

Un evento organizzato da TUNED e Lombardini22 per sensibilizzare sull’abuso che noi uomini facciamo dell’energia in tutte le sue forme. Il nostro ambiente artificiale influenza la natura addomesticata, dentro e fuori le nostre città, e influenza anche il delicato equilibrio tra gli ecosistemi nella natura selvaggia.

Energies’ Landscapes. Food, Nutrition and Urban Environment

In che modo possiamo valutare come le città, fuori dai loro limiti urbani, influenzano il paesaggio rurale “addomesticato” e come hanno segnato profondamente l’ambiente naturale?

Indubbiamente, possono essere elencati molti fattori come corresponsabili di questo risultato, anche se ce n’è uno in particolare, spesso sottovalutato: l’energia. Siamo abituati a pensare all’energia come qualcosa in grado di muovere sistemi, macchinari e impianti. Tuttavia, dimentichiamo che anche gli esseri umani consumano energia. In tutto il mondo ci sono più di sette miliardi di persone che, ogni giorno, consumano energia a livelli molto diversi. Nei cosiddetti paesi sviluppati, le persone assorbono un’enorme quantità di cibo e bevande, così da avere la forza necessaria per gestire vari compiti e attività.

A riposo, seduti a tavola nelle nostre case, ognuno di noi utilizza il 20-25% della quantità totale di energia, assunta quotidianamente dal cibo, solo per mantenere il nostro cervello attivo. Sotto stress, la quantità di energia che utilizziamo per lo stesso scopo aumenta notevolmente. Anatoly Karpov, il grande giocatore di scacchi, potrebbe perdere fino a tre chili del suo peso, consumando seimila calorie, a causa dello sforzo mentale necessario per giocare una partita a scacchi. Tutti spendiamo energia extra per far fronte agli imprevisti, come spazi di interazione progettati erroneamente o stressori associati agli spazi interni che non sono stati concepiti in modo adeguato. Come Anatoly Karpov, bruciamo un’enorme quantità di calorie a causa dello stress generato dalla costante necessità di ricalcolare la nostra interazione con l’ambiente. In questi casi il nostro cervello è costretto a spegnere il driver automatico, i comportamenti pre-riflessivi che utilizziamo per modulare il nostro rapporto con gli spazi, proprio come accade ad un aereo in tempesta.

Un eccesso di lavoro mentale innesca un abuso di nutrizione per bilanciare il consumo di energia. Vogliamo provare a capire quante calorie l’umanità spreca ogni giorno per stabilire questo equilibrio? La stanchezza, aggiunta agli sforzi primari coinvolti nelle relazioni umane – sia in ambito familiare che lavorativo – crea un sovraccarico che a volte spinge molte persone ad ingerire di cibo spazzatura, droghe e alcol.

Esiste un collegamento pericoloso tra questo tipo di produzione alimentare e i fattori di stress? Cosa comporta per l’organizzazione agroindustriale delle filiere alimentari e per il paesaggio al di fuori dello spazio urbano? Il modo in cui gestiamo sia la campagna che la natura selvaggia rispecchia una progettazione errata delle città?